Centos configurazione IP statico

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Con l’articolo Centos configurazione IP statico, vi presento il modo corretto di impostare la scheda di rete per potersi connettere con Linux attraverso il protocollo ssh.

Il sistema operativo Linux, di default imposta l’IP acquisito attraverso il DHCP Dynamic Host Configuration Protocol, ossia aquisice in maniera automatica un IP dinamico, quindi può cambiare a ogni riavvio della macchina.

Per installare un qualsiasi software che ha bisogno di un IP statico da cui poter essere raggiungibile, occorre effettuare qualche modifica a livello OS, quindi vediamo di seguito come fare.

Andiamo sul path /etc/sysconfig/network-script con il seguente comando:

cd /etc/sysconfig/network-script

Se abbiamo appena installato Linux Centos seguendo la guida Installazione Centos 7 su VirtualBox, avremo 2 interfacce di rete:
l’interfaccia ifcfg-enp0s3 la quale indica l’indirizzo IP reperito dalla scheda NAT e l’interfaccia ifcfg-enp0s8 la quale indica l’indirizzo IP reperito dalla scheda solo host ossia dall’Adapter di rete.

Centos configurazione IP statico

A questo punto dobbiamo prendere la maschera dichiarata nell’Adapter di rete creato in precedenza, nel nostro caso 192.168.10. e impostare i parametri del file ifcfg-enp0s8, quindi apriamo il file con il seguente comando:

vi ifcfg-enp0s8

Modifichiamo i seguenti parametri BOOTPROTO come segue:

BOOTPROTO=static
IPV6INIT=no
IPV6_AUTOCONF=no

Eliminare con dd le restanti righe relative a IPV6 e aggiungiamo le seguenti righe:

IPADDR=192.168.10.10 
NETMASK=255.255.255.0
GATEWAY=192.168.10.1

Cambiare ONBOOT=yes e riavviamo la macchina con il comando:

reboot

Una volta che la macchina torna disponibile eseguiamo il login e verifichiamo se abbiamo acquisito correttamente l’indirizzo IP con il comando:

ip addr

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Installazione Centos 7 su VirtualBox

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Nell’articolo Installazione Centos 7 su VirtualBox mostreremo come avere un piccolo server Linux in locale sul proprio PC. Questa guida è perfetta per avere un ambiente di test dove poter testare i vari software e le diverse architetture.

Linux Centos 7 è un sistema operativo Open Source con Kernel che si basa su rpm, quindi completamente compatibile con OS Red Hat, Oracle Linux e Fedora, anche se quest’ultimo non è molto utilizzato per ambienti server, ma principalmente richiesto per ambienti Desktop.

Per poter installare Linux Centos 7 su VirtualBox, occorre prima scaricare il software VirtualBox e installarlo sul sistema operativo che utilizziamo sul PC fisico.

Il software VirtualBox è reperibile al seguente link.

Successivamente scarichiamo la iso di Linux Centos 7 dal seguente link.

Come prerequisiti di sistema consiglio un PC con minimo 8GB di RAM, con meno RAM le performance potrebbero cambiare drasticamente.

A questo punto configuriamo la macchina virtuale con 2 CPU, 4G di RAM, 2 schede di rete 1 NAT e l’altra scheda con bridge. Per far comunicare correttamente il PC fisico con il PC virtuale creeremo un Adapter di rete da VirtualBox.

Vediamo step by step la configurazione della macchina virtuale con VIrtualBox.

Configurazione Hardware virtuale

Lanciamo l’eseguibile e clicchiamo su Nuova:

Successivamente impostiamo il nome della macchina, la posizione del file VDI dove sarà installato il sistema virtuale e la tipologia di sistema operativo che andrà ad ospitare.

Impostiamo 4G di RAM ossia 4096MB:

Lasciamo l’impostazione di default Crea subito un disco fisso virtuale e click su Crea:

Lasciamo impostazione VDI e click su Successivo:

Allocato dinamicamente e click su Successivo:

Impostiamo la posizione e la dimensione di 50G del file VDI e click su Crea:

Ora passiamo alla configurazione delle CPU cliccando su Sistema:

Clicchiamo sulla scheda Processore e impostiamo 2 CPU come da seguente immagine:

Passiamo alla configurazione della rete che vedrà due schede: NAT e Scheda solo host, ma prima creeremo un adapter di rete che ci permetterà di mettere in comunicazione il PC fisico con il PC virtuale.

Clicchiamo su File e su Gestore di rete dell’host:

Clicchiamo su Crea

Successivamente vedremo il nostro Adapter di rete. Disabilitiamo il server dhcp e impostiamo l’indirizzo IP 192.168.10.1 come da seguente immagine:

In questo modo il nostro PC fisico avrà acquisito una nuova scheda di rete con un IP che inizia con il suffisso 192.168.10 e un numero finale che varia tra il 2 e il 255. La stessa cosa avverrà nella macchina virtuale e questo permetterà la comunicazione tra le 2 macchine.

Adesso possiamo configurare le Schede di rete cliccando su Rete:

Sulla scheda 1 è presente la configurazione della scheda di rete NAT. Lasciamo la configurazione invariata:

Sulla scheda 2 impostamo la Scheda solo host come da immagine:

Infine è rimasto che andare sulla sezione Archiviazione per caricare il file iso sul lettore CD virtuale cliccando sull’icona del CD del Controller IDE e cliccare sull’icona del CD in alto a destra dell’immagine e puntiamo al file iso come da seguente immagine:

Installazione Centos 7 su VirtualBox

Finalmente abbiamo terminato la configurazione dell’Hardware della macchina virtuale. Ora possiamo avviarla e se tutto è stato configurato correttamente potremo cliccare su Install CentOS 7

In ambienti server troveremo solo sistemi con lingua inglese, ergo lasceremo la configurazione del nostro sistema operativo in lingua inglese e clicchiamo su Continua:

Come prima settaggio, impostiamo il paese e il fuso orario pertinente e clicchiamo su Done:

Successivamente impostiamo la tastiera Italiana ed eliminiamo la tastiera inglese.
Il risultato sarà come la seguente immagine:

Passiamo alla configurazione dello storage. Clicchiamo su I will configure partitioning e clicchiamo su Done.

Clicchiamo inizialmente su Click here to create them automatically e successivamente passiamo alla configurazione dei FS. Riduciamo la dimensione della FS / a 40G e click su Update Settings come da seguente immagine:

Aumentiamo l’area di swap a 4G come da seguente immagine:

Con il tasto + creiamo un FS con label /home come da seguente immagine e impostiamo la dimensione di 5G:

Se avremo la configurazione come la seguente immagine clicchiamo su Done e su Add mount point:

Infine attiviamo le schede di rete e diamo il nome alla macchina virtuale come di seguito dettagliato:

A questo punto possiamo far partire l’installazione cliccando su Begin installation:

Come ultimo step prima di avere il sistema operativo a nostra disposizione, impostiamo la password di root come da seguente immagine:

Alla fine dell’installazione clicchiamo su Reboot come da seguente immagine:

A questo punto abbiamo il nostro sistema Linux a disposizione.

Per avere una corretta configurazione della rete, in modo che ci permetta di connetterci alla macchina attraverso il protocollo ssh, passiamo all’articolo Centos configurazione IP Statico

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EXPORT ORACLE in DATAPUMP

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L’EXPORT ORACLE in DATAPUMP viene usato quando migriamo un database, per via di un ipotetico cambio di release o di un ambiente server, o semplicemente per un allineamento dati da ambiente di produzione a collaudo.

Lo spostamento dati viene eseguito attraverso il tool exp e imp.
Dalla versione Oracle 10g, è stato introdotto export e import in datapump, expdp e impdp.
Questo tool oltre ad essere più performante in termini di tempistiche, sono state introdotte nuove modalità per effettuare lo spostamento dei dati.

Il comando per verificare i parametri da impostare è il seguente:

exp help=yes

expdp help=yes

imp help=yes

impdp help=yes

Esempio di EXPORT ORACLE in DATAPUMP

Per prima cosa guardo quanto pesa l’utente:

select owner, sum(bytes/1024/1024) mb from dba_segments where owner='SH' group by owner;

Controllo quanto pesa lo schema per vedere se c’è spazio nel server

df -k

Creo la directory d’appoggio su un FS del sistema operativo dove c’è spazio free:

mkdir /dbTEST/export

Registro la directory nel database creata in precedenza nel sistema operativo in modo che Oracle possa leggere e scrivere nella directory del sistema operativo:

create or replace directory EXPDIR AS '/dbTEST/export';

Eseguo il comando di export datapump per eseguire l’export dello schema SH, il quale sarà esportato nel file dump exp_SH.dmp.
I dettagli dell’export saranno scritti sul file di log exp_SH.log e il file sarà reperibile nella directory EXPDIR ossia /dbTEST/export.

expdp "'/ as sysdba'" directory=EXPDIR dumpfile=exp_SH.dmp logfile=exp_SH.log SCHEMAS=SH

EXPORT DI SPECIFICHE TABELLE DI UNO SCHEMA

Ci potrebbe capitare di dover esportare solo qualche tabella di un determinato schema. Il controllo che dobbiamo fare e quello di verificare se le tabelle che saranno oggetto di export hanno qualche referenza con altre tabelle. Nel caso in cui fossero tabelle referenziate occorrerà esportare tutte le tabelle collegate tra loro.

Di seguito il comando di export delle tabelle ORDERS, INVENTORIES, CUSTOMERS, PROMOTIONS dello schema OE. I dati saranno esportati nel file dump exp_tab_OE.dmp, i dettagli dell’export saranno scritti nel file di log exp_tab_OE.log e i file saranno recuperabili nella directory EXPDIR ossia /dbTEST/export.

expdp "'/ as sysdba'" directory=EXPDIR dumpfile=exp_tab_OE.dmp logfile=exp_tab_OE.log TABLES=OE.ORDERS,OE.INVENTORIES,OE.CUSTOMERS,OE.PROMOTIONS

Se invece volessimo effettuare un export completo del database occorrerà eseguire un export full eseguibile con il seguente comando:

expdp "'/ as sysdba'" directory=POLPY dumpfile=exp_tab_OE.dmp logfile=full

Se avete dubbi non esitate a scrivere sui commenti.

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Oracle RESTORE POINT FLASHBACK

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Con l’articolo Oracle RESTORE POINT FLASHBACK, vi mostrerò come ripristinare il database, attraverso la creazione di uno o più RESTORE POINT da applicare in caso di rollback su attività andate male.

Per un cliente che ha dovuto applicare aggiornamenti sull’applicazione e sulla modifica delle strutture dati sul database Oracle dovevamo salvare i dati prima di questa attività invasiva.

Oracle offre diverse soluzioni per salvare i dati. E’ possibile effettuare un backup e successiva restore con duplicate, soluzione efficace ma sicuramente troppo onerosa in termini di tempo.

Un’altra soluzione valida è effettuare il salvataggio dei dati a livello logico, quindi con il tool export / import in datapump.
Eseguire l’export di uno schema prima di svolgere l’attività, può essere una soluzuine valida.
I dati e i metadati saranno salvati su un file dump esterno al database scaricato su File System del sistema operativo.
Il ripristino avverrebbe con la cancellazione dello schema esistente e impdp dello schema salvato in precedenza con l’export.
Come detto prima, anche la modalità di export e import in datapump è molto efficace, ma non la più veloce sul ripristino.

La soluzione più veloce nel ripristino di un database è la creazione di un RESTORE POINT prima di effettuare particolari modifiche.

A fronte di un attività che implica un fermo applicativo e occorre salvare i dati in via preventiva, bisogna creare un RESTORE POINT con il seguente comando:

Oracle RESTORE POINT FLASHBACK

CREATE RESTORE POINT "NOME_RESTORE_POINT" GUARANTEE FLASHBACK DATABASE;

A questo punto il RESTORE POINT è stato creato, il quale è possibile controllare la sua presenza con la seguente query:

col name for a40
col time for a50
set linesize 200
select NAME,SCN,TIME from v$restore_point;

Se l’attività di aggiornamento è terminata con successo, sarà possibile eliminare il restore point con il seguente comando:

DROP RESTORE POINT "NOME_RESTORE_POINT";

Non scordatevi di cancellarlo, poichè lasciandolo aperto saturerete la flash_recovery_area.

Nel caso in cui l’attività é andata male, e dovete ripristinare il sistema al momento in cui è stato creato il restore point occorre chiudere completamente il database e successiva apertura in mount con i seguenti comandi:

shutdown immediate
startup mount

Nel caso in cui fosse un RAC, eseguire lo startup di una sola istanza con l’articolo srvctl start instance e per ripristinare il database eseguire il seguente comando:

FLASHBACK DATABASE TO RESTORE POINT "NOME_RESTORE_POINT";

Infine per rendere il database disponibile eseguire la open resetelogs con il seguente comando:

ALTER DATABASE OPEN RESETELOGS;

Nel caso in cui fosse un RAC, una volta aperta la prima istanza, è possibile startare tutte le altre istanze del RAC.

A questo punto, il database sarà tornato allo stato in cui è stato genereto il RESTORE POINT.

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Installazione Oracle 19 su Oracle Linux 8 in VirtualBox 6

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Nell’articolo Installazione Oracle 19 su Oracle Linux 8 in VirtualBox 6 vi mostrerò come installare il nuovo database Oracle 19 sul sistema operativo Oracle Linux 8, sulla piattaforma VirtualBox 6.0.

Installazione Oracle 19 su Oracle Linux 8 in VirtualBox 6
REDWOOD CITY, CA/USA – MAY 31, 2014: Oracle corporate headquarters in Silicon Valley.

Un volta che il sistema operativo è pronto passiamo alla customizzazione per poter ospitare il database Oracle 19.

Per configurare al meglio un server che ospiterà un database occorre creare 3 principali File System:
/u01 – FS dove saranno posizionati i binari di Oracle
/datiDBTEST – FS dove saranno posizionati i dati
/fraDBTEST – FS dove saranno posizionati gli archive

Quindi procederemo con la creazione dei dischi con le seguenti dimensioni:
/u01 – 20G
/datiDBTEST – 20G
/fraDBTEST – 20G

Procediamo a macchina spenta con la creazione a livello fisico dei dischi sulla sezione archiviazione come la seguente immagine:

Click su aggiungi un disco fisso:

Diamo il nome al disco u01 e impostiamo la dimensione a 20G come da seguente immagine:

Ripetiamo l’operazione per gli altri due dischi sempre da 20G con nomenclature datiDBTEST e fraDBTEST.

Quando abbiamo terminato, occorre prima creare la partizione del disco e successivamente formattarlo in ext4, quindi avviamo la macchina e digitiamo

fdisk -l

Questi saranno i 3 dischi da 20Gb aggiunti e saranno identificati sul sistema operativo come device sd:

/dev/sdb
/dev/sdc
/dev/sdd

Disk /dev/sdc: 20 GiB, 21474836480 bytes, 41943040 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes


Disk /dev/sdb: 20 GiB, 21474836480 bytes, 41943040 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes


Disk /dev/sdd: 20 GiB, 21474836480 bytes, 41943040 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes

Ancora sono dischi inutilizzabili poiché occorre creare la partizione sempre con il tool di sistema fdisk come di seguito riportato:

fdisk /dev/sdb

n

<Invio>

<Invio>

<Invio>

w

Verifichiamo che sia stata la partizione /dev/sdb1:

fdisk -l

Se vedete la partizione la formattiamo in ext4 con il comando mkfs.ex4 /dev/sdb1:

mkfs.ext4 /dev/sdb1

Creiamo la directory:

mkdir /u01 

Montiamo il device formattato nel Mount point /u01:

mount /dev/sdb1 /u01

Ripetiamo l’operazione per gli altri 2 File System.

Prima di ripetere le operazioni, creiamo in precedenza le seguenti directory per poi montarle come da procedura precedente:

mkdir /datiDBTEST
mkdir /fraDBTEST

Per poter permettere di far montare i dischi in automatico vanno aggiunti i file system nel file /etc/fstab.
Quindi copiare e incollare le seguenti righe con l’fstab:

vi /etc/fstab
#FS Oracle
/dev/sdb1 /u01        ext4    defaults        0 0
/dev/sdc1 /datiDBTEST        ext4    defaults        0 0
/dev/sdd1 /fraDBTEST        ext4    defaults        0 0

Creiamo gruppo dba:

groupadd dba

Creiamo l’utente oracle:

useradd -g dba oracle

Cambiamo la password dell’utente oracle:

passwd oracle

Creiamo la directory che sarà l’ORACLE_HOME del database con il seguente comando:

mkdir -p /u01/app/oracle
mkdir -p /u01/app/oraInventory
mkdir -p /u01/app/oracle/product/19.0.0/dbhome_1

Cambiamo proprietario e permessi dei FS.

Change Owner:

chown -R oracle:dba /u01
chown -R oracle:dba /datiDBTEST
chown -R oracle:dba /fraDBTEST

Change Mode:

chmod -R 775 /u01
chmod -R 775 /datiDBTEST
chmod -R 775 /fraDBTEST

Ora che abbiamo configurato storage e permessi, procediamo con l’installazione delle dipendenze:

yum install -y binutils 
yum install -y targetcli
yum install -y sysstat             
yum install -y nfs-utils
yum install -y make
yum install -y libstdc++-devel
yum install -y rdma-core-devel
yum install -y libXtst
yum install -y libXi
yum install -y libXrender-devel
yum install -y libaio-devel
yum install -y ksh
yum install -y glibc-devel
yum install -y fontconfig-devel
yum install -y elfutils-libelf-devel 
yum install -y libnsl

Per poter aprire gli archivi scaricati dal sito della oracle dobbiamo scaricare gzip con il seguente comando:

yum install -y zip unzip

Installiamo l’X server per permettere l’avvio dell’interfaccia grafica durante l’installazione:

yum install xorg-x11-server-Xorg xorg-x11-xauth.x86_64 -y
yum install xdpyinfo -y 

Modifica dei parametri del Kernel. Editare i seguenti parametri sul file /etc/sysctl.conf

vi /etc/sysctl.conf
fs.aio-max-nr = 1048576
fs.file-max = 6815744
kernel.shmall = 2251799813685247
kernel.shmmax = 2987162112
kernel.shmmni = 4096
kernel.sem = 250 32000 100 128
net.ipv4.ip_local_port_range = 9000 65500
net.core.rmem_default = 262144
net.core.rmem_max = 4194304
net.core.wmem_default = 262144
net.core.wmem_max = 1048586

Modifica dei limiti di risorse dell’utente Oracle. Editare con i seguenti parametri il file /etc/security/limits.conf

vi /etc/security/limits.conf
oracle soft nproc 2047
oracle hard nproc 16384
oracle soft nofile 1024
oracle hard nofile 65536

Configuriamo le variabili d’ambiente sul file .bash_profile dell’utente oracle:

vi /home/oracle/.bash_profile
ORACLE_BASE=/u01/app/oracle
export ORACLE_BASE
ORACLE_HOME=$ORACLE_BASE/product/19.0.0/dbhome_1
export ORACLE_HOME
ORACLE_SID=DBTEST 
export ORACLE_SID
PATH=$ORACLE_HOME/bin:$PATH
export PATH
export CV_ASSUME_DISTID=RHEL7.6

Scarichiamo il software oracle .zip dal seguente link Oracle database 19c Download

Una volta scaricato, ci colleghiamo con MobaXterm con l’utente oracle, sulla sinistra della pagina apriamo la scheda sftp e trasferiamo il file come da immagine sulla directory ORACLE_HOME che abbiamo che creato in precedenza:

Installazione Oracle 19 su Oracle Linux 8 in VirtualBox 6

Ci colleghiamo al server con l’utente Oracle ed estraiamo i file dall’archivio zip ed avviare l’installazione con il seguente comando:

cd /u01/app/oracle/product/19.0.0/dbhome_1
unzip LINUX.X64_193000_db_home.zip
./runInstaller

Se tutto è stato configurato correttamente vedremo finalmente l’immagine dell’installer:

Procediamo con la configurazione

Come prima impostazione installiamo solo il software come da seguente immagine:

Secondo step Single instance database installation:

Per il nostro ambiente di test, configuriamo l’installazione Enterprise Edition:

Confermiamo la location dell’ORACLE_BASE e dell’ORACLE_HOME:

Impostiamo la location dell’oraInventory come da seguente immagine:

Impostiamo a tutti il gruppo dba come da immagine:

Impostare la password dell’utente root per eseguire gli step post installazione in automatico:

Nello step Summary verifichiamo se i path impostati sono tutti corretti ed eseguiamo Install:

Poco prima del termine dell’installazione ci verrà richiesto di eseguire gli script finali con le credenziali fornite in fase di configurazione, quindi confermiamo e attendiamo il termine.

A questo punto abbiamo installato il prodotto Oracle 19c.

E’ rimasto che creare il database e il listener con il comando:

dbca

La prima immagine confermiamo Create a database come da immagine:

Andiamo con Advanced configuration:

Confermiamo il Database type con Oracle Single Intance database e lasciamo General Purpose or Transaction Processing:

Per questo tutorial installiamo un database classico quindi leviamo il nome da database Container e impostiamo il nome del database come DBTEST:

Impostiamo il disco dei dati che abbiamo creato all’inizio del tutorial come da immagine riportata:

Abilitiamo la Flash Recovery Area e impostiamo il FS degli archive:

Creiamo il listener come da immagine:

Lo step successivo lasciamo tutto invariato come da immagine:

Continuiamo!

Lasciamo la configurazione della SGA e della PGA con l’ASMM Automatic Shared Memory Management come da immagine:

Sulla scheda sizing lasciamo invariato, sulla scheda CharcterSets impostiamo Territory impostiamo Italy come da immagine:

Sulla scheda Connection mode lasciamo invariato e sulla scheda Sample schemas impostiamo il flag per avere gli schema di esempio per effettuare i propri test:

Rimuviamo il flag dall’Enterpris Manager come da immagine:

Impostiamo la password degli utenti SYS e SYSTEM:

Lasciamo invariato e andiamo avanti:

Controlliamo il Summary che le impostazioni messe siano configurate correttamente:

Se tutto è corretto procediamo con l’installazione.

FINE

Come da immagine successiva, vediamo che, sia il database che il listener sono Up e Running e il test di connessione ha dato esito positivo.

[oracle@oraclelx ~]$ ps -ef |grep pmon
oracle   10965     1  0 05:44 ?        00:00:00 ora_pmon_DBTEST
oracle   19049 18860  0 06:05 pts/0    00:00:00 grep --color=auto pmon
[oracle@oraclelx ~]$ ps -ef |grep tns
root        46     2  0 04:08 ?        00:00:00 [netns]
oracle    5584     1  0 05:33 ?        00:00:00 /u01/app/oracle/product/19.0.0/dbhome_1/bin/tnslsnr LISTENER_DBTEST -inherit
oracle   19081 18860  0 06:05 pts/0    00:00:00 grep --color=auto tns
[oracle@oraclelx ~]$ sqlplus system/Ciao10@DBTEST

SQL*Plus: Release 19.0.0.0.0 - Production on Sat Nov 9 06:05:32 2019
Version 19.3.0.0.0

Copyright (c) 1982, 2019, Oracle.  All rights reserved.

Last Successful login time: Sat Nov 09 2019 06:04:58 +01:00

Connected to:
Oracle Database 19c Enterprise Edition Release 19.0.0.0.0 - Production
Version 19.3.0.0.0

SQL>

VI editor di testo

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Vi editor di testo è un software che permette la modifica dei file in un sistema operativo.

In Microsoft è presente Blocco Note.
In Linux e Unix è presente il VI.

Il vi è un editor di testo potentissimo, il quale esegue differenti azioni a seconda dei tasti che vengono pigiati e a seconda della modalità attiva in quel momento.

VI editor di testo
Shot of Dark Data Center With Multiple Rows of Fully Operational Server Racks. Modern Telecommunications, Cloud Computing, Artificial Intelligence, Database, Supercomputer.

Le principali modalità di modifica nel vi sono 2: la modalità inserimento e la modalità comando.
Quando la modalità inserimento(i) è attiva, premendo un tasto il carattere digitato viene interpretato come attinente al testo da inserire nell’editor.
Inoltre digitando il tasto ESC dalla modalità inserimento si può tornare in ogni istante alla modalità comando.
Infine per passare in modalità inserimento si digita il carattere di comando(i).
L’ingresso alla nuova procedura è segnalata dalla comparsa della scritta — INSERT — (solo in Linux).

PRINCIPALI COMANDI del VI l’editor di testo

INZIARE A SCRIVERE CON :

i – Per inserire caratteri dalla posizione corrente.
a – Per inserire caratteri dopo la posizione corrente.
I – Per inserire testo all’inizio della riga corrente.
A – Per inserire testo alla fine della posizione corrente
Esc – Esci dall’inserimento

SPOSTARSI NEL FILE SENZA L’INSERIMENTO(i) ATTIVO:

h j k l – Corrispondono a sinistra giu su destra;
Shift+g – Va all’ultima riga del file
Shift+a – Va in fondo alla riga e con l’inserimento

CANCELLAZIONE, TAGLIA E INCOLLA:

x – Cancelli un carattere andando con il cursore verso destra
X – Cancelli un carattere andando con il cursore verso sinistra
D – Cancella dalla posizione del cursore alla fine della riga
dd – Taglia una riga
ndd – Cancella le n righe successive al cursore (es. 20dd cancella 20 righe dalla attuale in giu’).
yy – Copia la riga attuale (es. 20yy copia 20 righe);
p – Incolla la riga
yyp – Duplica una riga

SOSTITUZIONE RIGHE e CARATTERI:

cw – Cambia una parola
r – Cambia un solo carattere
:1,$s/ciao/ciccio/g – Sostituisci tutte le parole ciao del file con la parola ciccio
:1,$s/ciao/ciccio/g – Sostituisci tutte le parole ciao del file con la parola ciccio

PER MOSTRARE E ANDARE AL NUMERO DI RIGHE:

:number – Mostra il numero di riga
:245 – Va al numero di riga indicato

COMANDI PER SALVARE E CHIUDERE I DOCUMENTI:

:w – Salva il file
:q – Esci
:wq – Salva e esci
:q! – Per uscire senza salvare

Per visionare le mie guide sui Comandi CRS clicca qui!
A questo LINK, invece, troverai le query SQL

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Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

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Nell’articolo Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6, vedremo come installare il sistema operativo Oracle Linux 8 su sistema di virtualizzazione Oracle VirtualBox 6.3.

Prerequisiti:

Per poter installare Oracle Linux 8 occorre almeno un computer con 8G di RAM.
E’ possibile creare una macchina virtuale anche con un PC con 4G di RAM, ma le performance potrebbero essere terrificanti.

Successivamente scarichiamo il sistema operativo sempre dal sito Oracle, reperibile dal seguente link Oracle Linux.

Il download sarà possibile dopo registrazione gratuita al sito Oracle dal link Registrazione Oracle.com.

Dopo aver effettuato il login, dovrete andare sul Cloud Oracle e cercare la release Oracle Linux 8 come da seguente immagine:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Click su checkout in alto a destra della pagina, veniamo diretti sulla seguente pagina:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Impostiamo la piattaforma che sarà x86 64 bit e click sul tasto Continue.

In fase di checkout scarichiamo solo la versione Oracle Linux Release 8 0 for x86 (64 bit), 6.6 GB come da immagine e avviamo il download:

Dopo aver scaricato il software, potete procedere con la semplice e lineare installazione di VirtualBox, confermando ogni domanda che vi viene posta fino al termine dell’installazione.

A questo punto possiamo procediamo con la configurazione della macchina virtuale.

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Appena avviato VirtualBox, avviamo la procedura di creazione macchina con il pulsante Nuova:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Configuriamo il nome, la posizione dei file prodotti dalla macchina virtuale
e la configurazione dell’architettura adatta al sistema operativo che andremo ad installare.
Quindi avremo una situazione analoga all’immagine:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Successivamente configuriamo 4Gb di RAM come la seguente immagine:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Creiamo il Disco del Sistema Operativo:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Lasciamo l’opzione VDI (VirtualBoxDisk Image):

Lasciamo l’opzione Alloca dinamicamente:

Impostiamo 80G per il disco dedicato al sistema operativo (mi sono tenuto largo, vanno bene anche 50G):

Dopo aver preparato lo storage, aumentiamo il numero di CPU dalle impostazioni della macchina, sulla sezione Sistema:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Aumentiamo il numero di CPU in base a quante CPU abbiamo a disposizione sulla macchina fisica da poter assegnare:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Passiamo nella sezione Archiviazione e inseriamo il file iso Oracle Linux scaricato in precedenza dal sito Oracle. Quindi andiamo sul menu del Controller IDE e selezioniamo il CD Vuoto.
Sulla destra sarà apparsa un’icona di un CD. Da li puntiamo al file iso:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Configurazione della rete.
Abilitiamo 2 schede: La NAT per affacciarsi alla rete esterna, e scheda Rete solo host per poterci connettere alla macchina:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Per poter utilizzare la Scheda solo host, bisogna prima creare una scheda Adapter da cui poter prendere l’indirizzo IP, da una scheda di rete Virtuale sul sistema operativo fisico.
Questa operazione avviene per poter mettere in comunicazione il PC con la macchina virtuale.

Bisogna aprire il menu in alto a sinistra File > Gestore di rete dell’host

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Click sul tasto Crea, Configura scheda manualmente e disabilitare il DHCP come da immagine (è presente più di una scheda per via delle diverse architetture che ho, voi avrete bisogno solo di una scheda):

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

A questo punto possiamo impostare sulla Scheda solo host, Nome: VirtualBox Host-Only Ethernet Adapter

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

La macchina virtuale è pronta per essere avviata cliccando sul pulsante Avvia coma da seguente immagine:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Una volta avviata possiamo partire con l’installazione di Oracle Linux.

La prima impostazione è la lingua inglese:

Installazione Oracle Linux 8 su VirtualBox 6

Seconda impostazione la tastiera Italiana:

Questo sarà il risultato:

Come Time and Date impostiamo Europe Rome

Nella sezione Software selection, si ha la possibilità di impostare molte funzionalità tra cui l’interfaccia grafica che io preferisco evitare, poiché in ambienti Enterprise troveremo soltanto server gestiti da riga di comando, quindi nella sezione Software selection imposteremo Server come da seguente immagine:

Passiamo alla configurazione dello Storage.

Click sul tasto Click here to create them automatically.

L’unica raccomandazione è impostare l’area di swap a 4G come da immagine:

Accept changes:

Passiamo alla configurazione della rete, abilitiamo tutte e due le interfacce e impostiamo il nome macchina come da immagine:

Possiamo finalmente procedere con l’installazione:

Ultima operazione prima di avere il sistema operativo a disposizione, configuriamo la password dell’utente root:

Ci siamo. La macchina è pronta.

Ora passiamo alla configurazione del sistema operativo.

Per prima cosa configuriamo l’interfaccia di rete che useremo per collegarci al server.

Effettuiamo il login con l’utente root.

Modifichiamo il file /etc/sysconfig/network-script/ifcfg-en0s8 come segue:

vi /etc/sysconfig/network-script/ifcfg-enp0s8
#Parametri da non modificare
TYPE=Ethernet
NAME=enp0s8
UUID=40f3b72c-84e5-4ae0-a66c-d5e455ac8d0f
DEVICE=enp0s8

#Parametri da modificare
BOOTPROTO=static
DEFROUTE=yes
IPV4_FAILURE_FATAL=no
IPV6INIT=no
ONBOOT=yes
BROADCAST=192.168.3.255
GATEWAY=192.168.3.1
IPADDR=192.168.3.10
NETMASK=255.255.255.0
NM_CONTROLLED=yes
USERCTL=no

L’indirizzo IP deve avere la stessa maschera dell’Adapter creato in precedenza.
Per modificare il file occorre un po’ di pratica con l’editor di testo vi.
Se volete approfondire, nel link VI l’editor di testo troverete qualche informazione in più per approfondire sull’argomento.
Qualche informazione per modificare il file con l’editor vi:
dd – Cancelli una riga
x – Cancelli un carattere verso destra
X – Cancelli un carattere verso sinistra
i – Inserimento di caratteri
Esc – Uscire dall’inserimento
:w – Salva
:wq – Salva e esci

Una volta modificato possiamo riavviare la macchina con il comando:

reboot

Quando il sistema è partito possiamo collegarci attraverso un Terminale a piacere.

Consiglio MobaXterm reperibile da questo link, per via delle numerose funzionalità, tra cui il trasferimento file e l’X server per l’interfaccia grafica.

Una volta scaricato ed installato possiamo collegarci con l’indirizzo IP statico che abbiamo assegnato in precedenza, quindi 192.168.3.10

Il secondo step riguardano gli aggiornamenti del sistema operativo che saranno effettuati con il seguente comando:

yum update

Al termine dell’installazione la macchina è pronta per essere customizzata a proprio piacimento.

Per visionare i miei tutorial Oracle clicca qui!
A questo LINK, invece, troverai le query SQL

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Per qualsiasi dubbio non esitate a commentare l’articolo.

Come estendere un TABLESPACE Oracle

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Come estendere un TABLESPACE Oracle

Come estendere un TABLESPACE Oracle.
Le tablespace sono la più grande area di memorizzazione del database Oracle,
dove all’interno risiedono tabelle, indici e gli altri oggetti del database.
In fase d’installazione vengono create 5 tablespace indispensabili per il corretto funzionamento del database, che sono:
i tablespace SYSTEM e SYSAUX dedicate al sistema,
l’UNDO tablespace dedicato alla gestione delle transazioni,
il tablespace USERS dedicato agli utenti dei database oracle e
il tablespace TEMP utilizzato dal database per appoggiare i dati durante un ordinamento.

Oltre a questi ci saranno i tablespace dedicati all’applicazione, che saranno composti (se creati con un organizzazione corretta) dai tablespace DATI, tablespace INDICI e tablespace dedicati ai LOB.

Entriamo nel database con il comando sqlplus e accediamo con utente /as sysdba.

Se non abbiamo il nome del tablespace in allarme,
cerchiamo tra i tablespace con carenza di spazio libero presenti nel database,
attraverso lo statement della pagina Query per vedere le dimensioni di tutte le TABLESPACE del database Oracle

Una volta individuato il tablespace, verifichiamo se è presente un data file aperto su un file system o su un Disk Group ASM (a seconda di come è gestito lo storage), dove è presente spazio utile attraverso lo statement della pagina Query per vedere i DATAFILE con le relative dimensioni di una TABLESPACE.

Nel caso in cui il tablespace fosse gestito con data file aperti con una size fissa eseguiremo il comando:

alter database datafile '/path/nome_datafile' resize --dimensione_datafile;

Esempio:

alter database datafile '/DBTEST_DATI/DBTEST/DATI01.DBF' resize 512m;

Nel caso in cui un tablespace è gestito con datafile con una size dinamica eseguiremo il comando:

alter database datafile '/path/nome_datafile' autoextend on next --dimensione_extent maxsize --dimenizione_maxsize;

Esempio:

alter database datafile '/DBTEST_DATI/DBTEST/DATI01.DBF' autoextend on next 128m maxsize 1024m;

Nel caso in cui volessimo aggiungere un nuovo datafile, dobbiamo prima individuare il File System o il Disk Group ASM con spazio libero.

Comando per vedere spazio free sul FS:

df -h

Query per vedere spazio free sul DG ASM recuperabile al seguente link Query per vedere gli spazi dei DiskGroup ASM.

Una volta trovato lo spazio, cerchiamo il numero sequenziale del data file da creare individuabile dal seguente link Query per vedere i DATAFILE con le relative dimensioni di una TABLESPACE.

E procediamo all’estensione del tablespace con il comando:

Tablespace gestita con una size fissa:

alter tablespace --nome_tablespace add datafile '/path/nome_datafile03' size --dimensione_datafile;

Esempio:

alter tablespace DATI add datafile '/DBTEST_DATI/DBTEST/DATI03.dbf' size 2048m;

Tablespace gestita con una size dinamica:

alter tablespace --dimensione_tablespace add datafile '/path/nome_datafile03' size --dimensione_initial_extent autoextend on next --dimensione_extent_successivi maxsize --dimensione_maxsize;

Esempio:

alter tablespace DATI add datafile '/DBTEST_DATI/DBTEST/DATI03.dbf' size 256m autoextend on next 256m maxsize 5096m;

Se avete dubbi non esitate a scrivere sui commenti.

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